|
||||||||||||||
Emmi, una vedova di mezza età, incontra una sera
in un bar Alì, marocchino immigrato. L’uomo la
invita a ballare e poi l’accompagna a casa e da lì nasce
una relazione che fin da subito appare difficoltosa:
lui è più giovane di lei ma soprattutto è straniero. Alì
la convince però a non reprimere i sentimenti perchè
paura mangiare anima, come recita un adagio della sua
terra natìa. La reazione del microcosmo che li circonda è differente. Vengono rifiutati e diventano oggetto di
umiliazioni da parte di tutti: dai conoscenti ai colleghi
di lavoro, dai vicini di casa fino ad arrivare ai loro stessi figli. Fassbinder ci regala uno splendido melodramma, strizzando l’occhio ovviamente a Douglas Sirk e in particolare a Secondo Amore. In questo film propone una disamina socioculturale di una Germania che non ha ancora fatto i conti con il proprio passato. Lo fà attraverso una storia d’amore che scardina le regole di una società piccolo borghese, i cui valori lasciano intravedere i prodromi del consumismo e in cui l’etica delle relazioni umane è semplicemente ipocrisia mascherata da perbenismo. Da elogiare, sicuramente, l’attenzione del regista per i più umili a cui dà una dignità e un valore unici nel cinema. |
||||||||||||||
|
QUESTE PROIEZIONI SI SVOLGONO PRESSO LA SALA ALESSANDRINI: |
||||||||||||||