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Dopo uno scontro a fuoco nei Territori palestinesi,
i soldati israeliani occupano, per motivi di
sicurezza, il secondo piano della casa di una colta e
agiata famiglia palestinese. Il padre Mohammad rifiuta
di andarsene e, nonostante il parere contrario dei figli,
obbliga la famiglia a rimanere e combattere: not only
for a piece of land ma per difendere tutto ciò che quel pezzo di terra rappresenta in
termini di diritti, dignità e amore. Girata, per questioni di sicurezza, in una sperduta ed irriconoscibile Calabria, l’opera prima di Saverio Costanzo (Roma, 1975) prende spunto da una situazione reale ed è interpretata da attori palestinesi ed israeliani. Il film, girato con luce naturale e interamente in digitale, è costruito su lunghi e mobili piani-sequenza. La sensazione che se ne ricava è quella di una claustrofobia accentuata ed esasperata dalla coabitazione forzata e dalle conseguenti tensioni che ne derivano. L’autore riflette sull’eterno e sanguinoso conflitto che contrappone i due popoli, evitando questioni ideologiche e facili schematismi, per privilegiare piuttosto la registrazione di un’intricatissima realtà quotidiana che, tra odio e compromessi, muri psicologici e reali, si protrae ormai da 60 anni. Il titolo del film allude al doppio significato del termine Private: soldato semplice; e privato, nel senso di personale, familiare, segreto. |
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QUESTE PROIEZIONI SI SVOLGONO PRESSO LA SALA ALESSANDRINI: |
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