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Bogside, quartiere di Derry, 30 gennaio 1972. La marcia per i diritti civili degli
Irlandesi, preparata per svolgersi pacificamente, si spegne nel sangue: l’esercito
britannico schiera 3.000 uomini (soldati, poliziotti, paracadutisti e infiltrati)
contro 10.000 manifestanti e ne uccide 13. Il film segue le vicende di quattro
personaggi: il leader idealista Ivan Cooper, il giovane cattolico Gerry Donaghy
innamorato di una protestante, il brigadiere McLellan e un giovane radiofonista
inglese. Girato in super 16 poi gonfiato a 35 mm, in presa diretta, agganciata ai fatti come un cinegiornale di guerra - da cui riprende la fotografia desaturata (di Ivan Strasburg) e lo stile visivo da reportage - Bloody Sunday di Greengrass è un’opera plumbea, scandita da bruschi stacchi e dissolvenze, su cui incombe fin da subito il peso della tragedia. L’eccidio costituisce un evento cruciale nella storia dell’Irlanda del Nord, poichè innescherà una spirale di violenza che radicalizzerà la popolazione repubblicana cattolica, spostando i consensi dalle organizzazioni pacifiche all’IRA e facendo mutare le rivendicazioni dal riconoscimento dei propri diritti civili e politici all’indipendenza dal Regno Unito. La canzone dei titoli di coda è Sunday Bloody Sunday degli U2. |
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QUESTE PROIEZIONI SI SVOLGONO PRESSO LA SALA ALESSANDRINI: |
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