Sinfonia di una città

Tra le capitali europee che negli ultimi anni riscuotono sempre più interesse, Berlino è il caso forse più lampante: città in continuo rimodellamento, conseguenza anche di quel terribile fenomeno che fu il muro che la divise per quasi trent’anni, rendendola di fatto due città distinte. Luogo che spesso s’è prestato ad essere set naturale di tragedie che al tempo stesso venivano tramutate in commedie, dato l’animo spensierato e creativo dei suoi abitanti, non a caso più volte definiti i napoletani della Germania.
Good bye Lenin è forse il più chiaro esempio di questo spirito: nella tragedia si ride e allo stesso tempo il lato comico
del film è propulsore della crescita del protagonista; Il cielo sopra Berlino rappresenta invece una drammatica metafora
ma anche un segnale di speranza per i suoi abitanti. Lola corre, emblematico film post-riunificazione, si presenta con un susseguirsi di cantieri e luoghi storici urbani, segno di una realtà che cerca disperatamente di ricucire le ferite subite, alla
guerra prima, dal muro poi. Sul tema della guerra, l’indiscusso capolavoro rosselliniano Germania anno zero è la rappresentazione della disperazione post-bellica e icona della distruzione totale, non solo fisica ma anche spirituale. In chiusura la spettacolare pellicola sperimentale di Ruttmann, Berlino: sinfonia di una grande città, è una vera e propria personificazione della città che si trasforma in protagonista del film e, attraverso un accompagnamento musicale ideato per questa occasione, ci viene restituita in tutto il suo fascino.