Comune
di Crema
Consulta dei giovani di Crema Orientagiovani
di Crema

Parigi è la capitale del cinema.
Più genericamente si può affermare che la città è la dimensione ideale dell’immaginario contemporaneo e perciò cinematografico.

Il cinema nasce infatti con un ingresso nello spazio urbano: L’arrivée du train à la gare (1895) dei fratelli Lumière individua da subito nella città l’approdo inevitabile del cinema che sta nascendo. Forse non poteva essere altrimenti: il cinema nasce entrando in città perché – come ha mostrato Benjamin – lì risiede l’abitante della metropoli presupposto antropologico, sensoriale, di quella percezione frammentata e discontinua che è caratteristica del cinema. Ovvero: la vita metropolitana assomiglia un po’ allo scorrere della pellicola, il flusso ininterrotto di stimoli sensoriali che colpisce il moderno flanèur rimanda alla impressione sulla pellicola, allo spettatore nel buio della sala; dove ci confrontiamo con il transitorio e il contingente. Destino dell’urbanità.

La città, inoltre, offre al cinema un territorio privilegiato nel quale verificare il suo linguaggio: ritmo, fluidità spaziotemporale, commistione di vero e simbolico, quotidiano e eccezionale.
Alto e basso. Bianco e nero.

Parigi dunque come autentica protagonista, mai semplice scenografia. Parigi… un immenso, inquietante museo delle cere (Paris qui dort); una sinfonia architettonica che ispira persino il genio di Miles Davis (Ascensore per il patibolo); madre e puttana, silenziosa e pericolosa, rumorosa e protettiva (I 400 colpi); una carrellata infinita che ti spia (La moglie dell’aviatore). Oggi, testimone dolente del fallimento della “città infinita” (L’odio).
Parigi ha lo charme della primogenita e le stimmate della profezia.