L'ODIO La haine
di Mathieu Kassovitz
Francia 1995, bianco e nero 97 minuti

Con: Vincent Cassel, Saïd Taghmaqui, Hubert Koundé, Karim Belkhadra, Francois Levantal, Solo Dicko, Edouard Montoute, Marc Duret, Eloise Eauth. Soggetto e sceneggiatura: Mathieu Kassovitz. Fotografia: Pierre Aïm. Montaggio: Mathieu Kassovitz, Scott Stevenson. Scenografia: Giuseppe Ponturo. Costumi: Virginie Montel. Produzione: Les Productions Lazennec. Coproduttori: Le Studio Canal+, Le Sept Cinema, Kasso inc productions.

A Parigi si è scatenata una guerriglia dopo la notizia che Abdel Ichah, sedici anni, è stato pestato durante un interrogatorio della polizia: Vinz, Saïd e Hubert, un ebreo, un arabo e un nero provenienti dalla cintura di Parigi, si ritrovano sotto assedio. Vinz trova una pistola perduta da un agente e medita vendetta, soprattutto quando resta solo e giunge la notizia che Abdel è morto: ora prova solo un odio puro e feroce. Quando però un assalto di naziskin gli dà l’opportunità di uccidere uno di loro, non ne ha il coraggio...
Ventiquattr’ore nella vita delle banlieu, andata e ritorno dall’inferno del fallimento del modello francese di integrazione. Con dieci anni di anticipo, Kassovitz (all’epoca 28enne) sconvolse la Francia e il festival di Cannes – che gli tributò un premio alla regia e l’acclamazione della critica – profetizzando il crollo di un idea, quella della “città infinita”, che per decenni rappresentò l’orgoglio (o meglio, la grandeur) del Paese: alcuni quartieri di Parigi sono demograficamente e socialmente bombe a orologeria. Kassovitz fa un ritratto senza fronzoli di una gioventù urbana che si trascina di giorno in giorno in un orizzonte soffocato, tra voglia di integrazione e insicurezza, alla ricerca disperata di una identità, una qualsiasi; e lo fa evitando ogni retorica, rabbia o semplificazione, anzi con lieve tocco di ironia e un controllo da western metropolitano (simile per certi versi al miglior Spike Lee). Aneddoto indicativo: la sera della proiezione di gala a Cannes, i poliziotti di guardia al palazzo hanno ostentatamente rivolto le spalle al regista e agli attori.

QUESTE PROIEZIONI SI SVOLGONO PRESSO LA SALA ALESSANDRINI:
via Matilde di Canossa, 18 (di fronte all'Ospedale Maggiore e all ITIS "Galilei"), 2° piano.
Sala accessibile alle persone con difficoltà motorie