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In una assolata mattina Anne, il marito Georges e i
figli Eva e Ben partono da una grande città francese Film durissimo e impietoso, in cui il cineasta immagina il comportamento di un gruppo di esseri umani costretti alla sopravvivenza da una qualche imprecisata calamità. Haneke tace sulle cause ma racconta le conseguenze della catastrofe e mette in scena l’apocalisse. In un paesaggio livido assistiamo al vagare di orde di profughi affamati, tra marce nel fango, reazioni tragiche e scomposte, e l’attesa di un beckettiano treno dell’assurdo. Un mondo immerso nel buio (della ragione), dove la colta e civilizzata umanità occidentale, defraudata di ogni sicurezza e benessere, di colpo regredisce allo stato brado, segnando così la fine dell’umanità, intesa come comunità solidale e ideale. La società è scomparsa, retrodatata a un incredibile temps du loup. Cane non mangia cane ma il motto latino mors tua vita mea rimane sempre valido, anche se il pessimista Haneke questa volta preferisce chiudere lasciando una flebile speranza. |
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QUESTE PROIEZIONI SI SVOLGONO PRESSO LA SALA ALESSANDRINI: |
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